AUTORE: Natalia Robusti.

Quando ho incontrato per la prima volta #adotta1blogger ero su Facebook serendipitando come spesso mi accade alla ricerca di ispirazione.
Nell’assoluta convinzione che ogni minuto speso gratuitamente – e senza nessun particolare scopo concreto – è una boccata d’aria fresca nella nostra vita così dipendente dalla contingenza.

Eppure, quel giorno, una volta entrata nel gruppo, la sorpresa è andata oltre l’aspettativa.

Ne parlerei in termini di densità. Difficilmente ho trovato, dal vivo, e per lo più in real time, una varietà di “voci” con toni diversi, certo, ma di una qualità e intensità tali da restarne ammaliata.
Piano piano ho iniziato a leggere i post, i consigli, le adozioni. E come se avessi finalmente trovato una casa ai tanti punti di vista che vivono in sordina dentro di me, ho iniziato a leggere scritti che parlano sì di vicende tra loro spaiate, ma accomunate tra loro da un unicum: l’originalità di sguardo, la limpidezza di voce.
Non posso dire – per motivi di tempo – di partecipare tantissimo al gruppo, che ha davvero padrini e madrine ben più solleciti di me, ma posso affermare che, concretamente, questo gruppo non solo ha adottato me, ma mi ha fatto conoscere persone interessanti con cui ho avviato anche progetti concreti.
Dimostrandomi una volta in più che se scrivere – come viaggiare – è perdere a volte tempo, altre volte è prenderne!
Grazie a Paola Chiesa, mamma itinarrante di tutti noi.

PER SAPERNE DI PIU’:

#Adotta1blogger su Social Evolution

#adotta1blogger su La Stampa