Verde – nell’ora dell’ultima luce – si distese esausta la collina. Nel rosso spento di papaveri tra il grano, sagome di ali – sfiorando l’aria intorno – seguirono d’un tratto l’orlo di un corpo da poco sollevato: dal suolo al cielo. E ricondusse il prato a sè. A un grano immaturo trafitto da petali sparsi, e solcato di pioggia e cammino.

Avanzava leggera la notte, sfidando quel corpo di uccello che ancora un attimo, prima del volo, ricercava tra le spighe il cibo. Una picchiata di ali nel grano – a capofitto verso il suolo, un tuffo tra le ombre e il prato – pronto a un nuovo, repentino salto, e sconfitti in un solo gesto furono il rosso, il giallo, e la notte che giunse.