Iniziamo dall’inizio…
Lei ha poco più di 14 anni ed è incinta.
E’ accompagnata da un uomo che potrebbe essere suo padre, se non addirittura suo nonno. Non trovano neanche un bed & breakfast libero per la notte. D’altra parte, è la vigilia di Natale… Si sistemano in una stalla o in una grotta, le fonti sono discordanti. Essendo animalisti non si impressionano per la compagnia di alcuni animali, un bue, un asino, forse alcune galline. Il maiale no, non c’è, siamo in Palestina… E qui nasce, senza neanche un vagito, il divino fanciullo, che alcuni raffigurano biondino con gli occhi azzurri (che non è proprio il tipo somatico del posto…). La mamma sta bene, non ha emesso un solo lamento. E’ stato il parto più dolce e rapido della storia umana. Solo Giuseppe se ne sta un po’ in disparte e osserva tutto in silenzio: è commosso pure lui, ma pensoso, qualcosa non gli torna… E poi arrivano le prime visite, i pastori, che parcheggiano il gregge fuori della stalla (o della grotta) ed entrano col cappello in mano a portare i loro omaggi, e forse anche un po’ di formaggio, al neonato che, è stato detto loro da alcuni messaggeri (che in greco si dice angelos), è il figlio di uno importante…
Già di per sé la storia è un capolavoro, ma, si sa, arte chiama arte, e così nel corso dei secoli decine, anzi, centinaia di pittori e scultori si sono cimentati nel tradurre in immagini questa storia, per certi versi terribile, per altri tenerissima, della nascita del Bambinello.
Il tema della Natività è stato uno dei soggetti più raffigurati e diffusi della storia dell’arte, un’occasione unica per gli artisti di espressione della devozione popolare, ma anche di ricerca compositiva e stilistica. Ogni pittore ha interpretato l’evento a modo suo accentuando un punto di vista particolare, a volte drammatico, altre volte fiabesco, sempre ha partecipato all’evento con sguardo commosso e fare solenne.

Nella mia personale top ten delle Natività in arte ho selezionato, tra le tante, e con un po’ di fatica, le seguenti opere:

Al numero 10 non poteva mancare il padre dell’arte occidentale, Giotto. La sua Natività sottollinea l’aspetto storico dell’evento che ha cambiato il mondo: tutto è solido, come le rocce che fanno da sfondo alla scena. Intanto Giuseppe dorme e, come sa bene Saramago, sogna…

Al numero 9 metterei la Natività di Giorgione: qui c’è la grotta, che sembra l’ingresso del tunnel dell’orrore del Luna Park. Ma sullo sfondo è rappresentato forse il più bel paesaggio al tramonto (o all’alba, scegliete voi) della storia della pittura. Blu e rosa da far invidia a Picasso…

Al numero 8 colloco la Natività di Caravaggio, un quadro purtroppo scomparso nel 1969, forse finito in mano alla mafia, forse distrutto, attualmente nell’elenco delle 10 opere più ricercate al mondo (anche l’FBI ha la sua top ten) che ha ispirato un giallo al maestro Camilleri. Che dire… Betlemme tra i vicoli di Palermo. Un vero peccato ammirarlo solo in fotografia.

Al numero 7 inserirei Rubens, non fosse altro che per il generoso decolté della dama col cappello in secondo piano che sembra appena essere uscita tutta scarmigliata da una festa galante o dalla casa di qualche principe focoso…

Giotto

Giotto

Giorgione

Giorgione

Caravaggio

Caravaggio

Rubens

 

 

 

 

 

Il posto numero 6 se lo aggiudica Hugo Van der Goes, che già solo per il nome da ciclista fiammingo meriterebbe una segnalazione speciale. In questa Natività il neonato è talmente piccolo e indifeso, lì, per terra, in mezzo a tutta quella gente, rattrappito dal freddo, che fa veramente tenerezza, come il pastore col cappello in mano sulla destra, che sembra chiedere permesso…

Il numero 5 spetta di diritto a Gerrit Van Hontorst, detto Gherardo delle Notti. E in effetti qui la notte si tocca con mano, quasi si respira, insieme al profumo della paglia su cui giace il bambino. E Giuseppe appoggiato al corno del bue? Ironia involontaria, penso…

Il numero 4 è occupato senza dubbio da Georges de la Tour. La candela che illumina la scena crea un effetto spettacolare che contrasta con l’umiltà delle due donne. E il Bambino? Non gli vorresti dare un bacino sulla fronte? O stringergli tra le dita le guance paffute? Ma, sssss, non svegliamolo…

Hugo Van der Goes

Hugo van der Goes

Gerrit van Hontorst

Gerrit van Hontorst

Georges de la Tour

Georges de la Tour

 

 

 

 

E adesso entriamo nella zona medaglie. E stata dura, la selezione difficile, ma alla fine ho scelto i primi tre. So che mi attirerò molte critiche, ma forse anche qualche consenso. D’altra parte, quando ho cominciato questo gioco non sapevo a cosa mi avrebbe condotto e io stesso mi sono piecevolmente stupito del risultato. Ma bando alle ciance.

Al numero tre metto Rembrandt. La scena è straziante: Giuseppe dorme (come al solito), sconfortato per la desolazione dell’alloggio; e Maria sembra distrutta, forse dal viaggio, forse dal parto. Comunque entrambi sono altrove, tanto è vero che l’angelo, poveretto, appare per scuoterli e richiamarli alle loro cure parentali. Roba da chiamare il Telefono Azzurro!

Il posto d’onore l’ho riservato a Segantini. Le due madri si intitola questo quadro: una donna e una giovenca, con i loro rispettivi pargoli. Fa venire sonno e voglia di andare in una malga in Trentino a passeggiare nei boschi. Tenerezza allo stato puro. Io son diventato vegetariano…

E ora, squilli di trombe e rulli di tamburo, ecco la mia prima scelta (e chissà quanti fischi mi attirerò). Ma me ne frego. Ladies and gentleman, signori e signore, al numero 1 di questa speciale classifica delle prime 10 natività della storia dell’arte io metto…. Paul Gauguin.
Sì, avete capito bene, quell’ateo miscredente, donnaiolo e mangiatore di preti, che indusse il povero Vincent a tagliarsi la “recchia”. Eppure, se c’è un’immagine di un parto che resta nella memoria è proprio questa, nella capanna polinesiana (o micronesiana o melanesiana, non so, dovrei controllare sul libro di geografia), insomma di un’isola del Pacifico, una ragazza è stesa su una coperta gialla, stanca ma appagata, intanto che il pupo riceve le prime amorose cure delle amiche, forse pastore anch’esse, chi lo sa, magari di maiali. E Giuseppe? Secondo me è fuori, a fare il bagno…

Segantini

Segantini

Rembrandt

Rembrandt

Gauguin

Gauguin