Quando Cristoforo Colombo tornò dai suoi viaggi, esibì alla regina Isabella di Castiglia i prodotti tipici delle terre orientali (pensava, meschino, di essere sbarcato in Cina…): qualche pappagallo, un po’ di frutta esotica e alcuni selvaggi, seminudi e tatuati. Immagino la faccia della regina… E l’oro? Per adesso, niente, o poca cosa. In seguito la Spagna sarà inondata del prezioso metallo, e proprio ciò sarà la causa della sua… povertà! L’inflazione produrrà una crisi economica senza precedenti, la prima del nuovo mondo globalizzato. Ma Colombo portò con sé anche dell’altro, qualcosa di veramente prezioso: un disegno, uno schizzo con la mappa delle isole in cui era sbarcato. Questo disegno sarà la base della cartografia successiva e dei viaggi di esplorazione che porteranno alla nascita del Nuovo Mondo.


Qualche anno più tardi, Galileo Galilei, a seguito delle sue osservazioni col cannocchiale, fece delle importanti scoperte di carattere astronomico, tra cui alcune osservazioni relative alle fasi lunari. Nel 1623 pubblicò un libro in cui rivelava al mondo queste scoperte, e il testo era corredato da un semplice ma comprensibilissimo disegno raffigurante il ciclo della Luna.


Ancora qualche anno più tardi, Thomas Jefferson, il terzo presidente degli Stati Uniti, volle far costruire un edificio che simboleggiasse il centro del potere americano, la Casa Bianca, e fornì ai suoi architetti lo schizzo di quello che aveva in mente, ispirato dalle forme delle ville palladiane.


In tempi più recenti, il grande inventore Thomas Alva Edison realizzò il primo fonografo dopo averne prima schizzato lo schema nel 1911, e Christian Dior, il celebre stilista di moda, nel 1947 realizzò il suo famoso tailleur, di cui ha venduto migliaia di esemplari in tutto il mondo, partendo da un semplice bozzetto…


Tutti questi esempi, e potrei continuare con molti altri, per dire che saper disegnare non è solo uno strumento espressivo finalizzato alla realizzazione di opere artistiche, ma anche un valido aiuto per trasformare un’idea in un oggetto, un manufatto, rendere un’intuizione qualcosa di concreto, di fruibile anche dagli altri.
Il genio di Leonardo si è espresso essenzialmente nel disegno: studi di anatomia, armi, tecnologie, nuvole, nessun settore dello scibile umano è stato estraneo alla sua matita.


Si chiama infatti design, da disegno, chiaramente, l’arte di progettare: mobili, abiti, auto, aerei, navi, ma anche pentole, lampadine, scarpe, insomma tutto ciò che ci circonda. Sembra buffo, ma all’origine del mondo artificiale che l’uomo costruisce intorno a sé c’è sempre …un disegno!


D’altra parte l’istinto a disegnare sembra innato nell’uomo, basti osservare il comportamento di un bambino: dategli una matita e vedrete che per almeno un’oretta si concentrerà sui vorticosi ghirigori che la sua mano “potente” realizzerà su un foglio (o sul muro…).
E anche l’uomo primitivo, l’homo sapiens delle nostre origini, ha tracciato linee e segni sulle pareti delle sue caverne, forse sollecitato dalla sua compagna ad arredare un po’ lo spoglio spazio della spelonca-monolocale…
Oggi il disegno svolge anche un’altra importante funzione, quella terapeutica. E’ infatti diventato di moda, in America, ma non solo, avviare i manager e i dirigenti di importanti imprese e multinazionali a frequentare corsi di disegno. Si è visto che disegnare costituisce un valido sfogo allo stress e all’ansia: distrae, impegnando la mente e il corpo in un’attività ricreativa.
E se vale per i dirigenti, vale sicuramente anche per i dipendenti, che non sono meno stressati dei primi.
Quindi, concludo con un invito: dotatevi di carta e matita, e buon divertimento.
Keep calm and draw...

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