Il ritratto può certo ridursi al volto di Narciso dell’autore che si impadronisce del viso altrui e vi si riflette, può divenire il segno di volti terzi intersecati tra loro sino a evocare entità estranee al soggetto originale, ma può invece, forse deve, costituire un’intercessione, dare spessore a un luogo posto a metà strada tra fedeltà e interpretazione, dove metà non indica tentazione di compromessi, bensì soglia tra due possibilità, punto di incontro di più traiettorie.