Il disegno è “il padre di tutte le arti“, secondo l’opinione di Giorgio Vasari, l’autore delle “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architetti” del 1550. Questo è il principale motivo per cui egli considerava la scuola toscana, costituita da artisti come Raffaello, Leonardo e Michelangelo, tutti grandi maestri del disegno, superiore alla scuola veneta (Bellini, Giorgione, Tiziano), visti esclusivamente come maestri del colore. Questa convinzione lo portò anche a fondare nel 1563 la prima Accademia del disegno, sotto il patrocinio di Cosimo de’ Medici.
Da allora all’Accademia delle Belle Arti si insegna a disegnare.

Verrocchio

Ma non esiste un solo tipo di disegno; la tradizione accademica ne distingue almeno una decina.

Ecco l’elenco delle varie tipologie di disegno:

  • disegno architettonico (la pianta, la sezione o l’alzato di un edificio)
  • disegno a tre matite (carboncino, sanguigna e gesso bianco)
  • disegno a sfumo (quando il tratto della matita morbida o del carboncino viene sfumato)
  • disegno geometrico (che riproduce le proporzioni geometriche di un oggetto)
  • disegno grafico (applicato alle scienze esatte)
  • disegno a tratteggio (in cui le ombre sono rese mediante tratteggi paralleli)
  • disegno acquerellato (ombreggiato con inchiostri o pigmenti diluiti in acqua)
  • disegno leucografico (in bianco su fondo nero)
  • disegno a mano libera (eseguito senza riga e compasso)
  • disegno dal vero (da un modello vivente o da un paesaggio reale)
  • disegno ombreggiato (nel quale vengono esaltate le ombre e le luci)
  • disegno picchiettato (il cui contorno è traforato per consentirne la duplicazione)
  • disegno topografico (che riproduce la configurazione di un terreno)
  • disegno al tratto (che presenta solo i profili delle figure)

Dégas

L’informatica ha realizzato programmi di disegno, come Photoshop, Indesign, Illustrator e altri, che riproducono perfettamente in forma digitale tutte le possibili scelte del disegno a mano. Ma quali sono gli strumenti tradizionali del disegno? Ecco i principali:

Carboncino: era ricavato da rametti di salice o di tiglio carbonizzati e veniva usato come strumento per realizzare disegni preparatori. Nel XVI secolo cominciano questi disegni a essere fissati su carta tramite immersione nella gomma arabica o altri fissativi e trattati come opere di carattere autonomo. Nell’Ottocento grandi artisti del carboncino sono stati Delacroix, Corot, Millet, Seurat e Redon.

Punte metalliche: già i romani utilizzavano punte in rame, argento, oro o piombo, e questa tecnica è stata usata fino al Rinascimento. La pergamena veniva trattata con polvere d’osso e poi si tracciava il disegno con le punte metalliche che lasciavano una traccia che ossidava all’aria. Tale procedimento richiedeva grande sicurezza di mano, perché non erano possibili correzioni. Verrocchio, Leonardo e Durer utilizzavano tale tecnica.

Holbein

Pietra d’Italia: era scisto argilloso a grana fitta e veniva utilizzato dagli artisti italiani del Rinascimento, soprattutto per schizzi e bozzetti. Raffaello, Leonardo, Michelangelo, Tiziano, Tintoretto, ma anche Rubens e Van Dyck hanno utilizzato questa tecnica.

Sanguigna: deriva dall’argilla ferrosa detta ematite. Era già conosciuta dai romani, ma venne usata soprattutto nel Quattrocento e nel Cinquecento. Straordinari i disegni a sanguigna di Leonardo. Nell’Ottocento l’uso della sanguigna è un po’ decaduto, se si fa eccezione per Renoir.

Michelangelo

Inchiostro: poteva essere usato a penna (d’oca) o a pennello, intrisi di bistro (bruno) china (nero) seppia (bruno rossastro) con lumeggiature bianche (gesso). Tutti i grandi artisti del Rinascimento hanno realizzato disegni con questi strumenti.

Pastello: è formato da pigmenti colorati agglutinati con materiale ceroso, usato soprattutto in Francia a partire dal XVI secolo. Rosalba Carriera, Dégas, Toulouse-Lautrec, Redon sono stati tra i più grandi disegnatori a pastello della storia dell’arte.

Grafite: deriva dalla grafite inglese delle miniere del Cumberland scoperte del XVI secolo. Questa grafite fu sostituita nel Settecento da quella artificiale inventata dal chimico francese Conté. E’ lo strumento più utilizzato dagli artisti per la realizzazione di disegni. Già Vasari nel Cinquecento pubblicò 5 volumi di disegni eseguiti a grafite.

Rembrandt

Oggi ci sono altri strumenti, come penne, pennarelli, evidenziatori, matite colorate o acquerellabili, ecc. Insomma, i mezzi non mancano. Anche una semplice Bic può essere un valido strumento per realizzare opere di grande valore. Quello che fa la differenza è, come sempre, il talento. Ma non è necessario essere Leonardo per impugnare la matita e cimentarsi. Disegnare è un modo di osservare il mondo e conoscerlo, e così conoscere di più se stessi.

Seurat

——————————————–