Tutta la nostra educazione, il nostro sviluppo letterario e scientifico, il nostro amore per ciò che è raffinato, le nostre preoccupazioni, presuppongono un terreno costantemente ripulito da Altri, preparato da Altri; è indispensabile il lavoro di Qualcuno affinchè noi possiamo avere il tempo libero necessario al nostro sviluppo psichico, quel tempo libero, quell’ozio attivo, che permette al pensatore di concentrarsi, al poeta di sognare, all’epicureo di godere, che favorisce lo sviluppo opulento, capriccioso, poetico, ricco, delle nostre individualità aristocratiche. (….) La nostra civiltà è la civiltà di una minoranza, è possibile solo grazie al lavoro che abbrutisce la maggioranza.