Albedon di Natalia Robusti è un romanzo fantasy? O piuttosto una storia d’avventure? O è invece un romanzo di formazione? E’ un po’ tutto questo, ma anche molto altro.
Albedon è il nome di un meteorite la cui orbita incrocia quella del pianeta Nolaos, dove vivono i protagonisti della nostra narrazione. Questo pianeta è caratterizzato da condizioni di vita estreme: vulcani attivi, fiumi di acque acide, venti furiosi. Una parte di esso è illuminata dalla luce riflessa della sua luna, Klastra. Insomma, un posto in cui la lotta per la sopravvivenza è molto dura ed e per tutti spietata. Come sono spietate le leggi che regolano l’esistenza dei suoi abitanti, costantemente in conflitto tra loro, esposti al rischio di morte o di sopraffazione.
Ma anche su Nolaos i sentimenti, seppure contrastati e repressi, si manifestano con la loro indomabile forza, e l’amore, l’amicizia, l’affetto materno hanno modo di esprimersi e trovare una loro sorprendente realizzazione. Non posso, e non voglio, raccontare altro, per non guastare il gusto di una lettura piacevole e avvincente, per i continui colpi di scena e la personalità dei suoi indimenticabili eroi .
Illustrare per immagini questo romanzo è stato impegnativo, ma divertente. Per esempio ho inventato dei nuovi animali, simili ai nostri e credibili, ma presenti solo su Nolaos: il temibile jakro, un cetaceo preistorico dalla coda tagliente come una lama e le zanne di un tricheco;

il flan, un incrocio tra una lince e un leopardo;

il monja, un bovino dalle corna enormi usato come un cavallo;

l’akti, una pecie di cerbiatto tigrato, e altri che scoprirete nelle pagine del racconto.


Anche ricostruire i paesaggi è stato affascinante: vulcani in piena eruzione, rocce a picco sul mare, paludi e villaggi scavati nella roccia.


Particolare importanza hanno i personaggi: figure atletiche e statuarie, un po’ primitive, ma nobili e fiere, vestiti di pelli o tessuti vegetali dai colori vivaci, ornati con variopinte piume d’uccello o monili di osso e denti di jakro.

Insomma, uno stle etnico-chic, che documenta l’alto senso estetico di questo popolo povero e semplice, ma anche agguerrito e sensibile alla bellezza.


E infine ho illustrato qualche scena, soprattutto alcuni punti salienti della storia, come la formazione del Cerchio di Klastra (una specie di prova, di ordalia per stabilire il Custode della tribù), o le numerose scene di lotta che si susseguono incalzanti durante tutta la narrazione.


Ma l’episodio che più mi ha coinvolto è stato quello della caccia al jakro: un manipolo di giovani Nontu (questo è il nome della popolazione che vive in queste terre) decide di dare la caccia al jakro, una sorta di rito di iniziazione o di passaggio, che premia il coraggio di colui che riesce a uccidere il pericoloso cetaceo. La scena è ambientata in mare, sotto un cielo in tempesta e si snoda in un crescendo di emozioni e colpi di scena. Naturalmente non vi dico come va a finire.


Albedon è solo il primo volume della trilogia che vede narrate le vicende dei popoli che abitano il pianeta di Nolaos. Spero aver contribuito, con più di 150 immagini, a rendere più visibile e concreta l’ambientazione del romanzo, senza nulla togliere all’immaginazione del lettore.

E spero anche di poter continuare a illustrare questa appassionante saga che, pur raccontando la vita di un altro pianeta, in realtà ci dice molto sulla natura e il destino di noi uomini, qui sul pianeta Terra.
Quindi, buona lettura e buona visione!

___________________________________________________________