La misura delle parole

Storie di draghi e libellule...

La misura delle parole

Esiste una misura per le parole? E per gli spazi, e i movimenti? Per i colori, e i suoni? Per i silenzi?
Io credo fermamente di sì. E sono persuasa che in questa misura si giochi molto, molto di più di un semplice fatto di estetica.
In essa – impresso a caratteri cubitali, seppure invisibili – sonnecchia lo stile, sornione come un gatto, ma potente come un felino predatore. E soprattutto incantatore come un serpente. Non velenoso, certo. Ma a suo modo temibile. Perché – annidato tra le sue spire – si nasconde il giudizio.